La battaglia dei sensori: Sony e Canon

I due competitor principali nello sviluppo di sensori per fotocamere digitali sono ormai chiaramente Canon, che sviluppa in house le proprie soluzioni, e Sony, che sviluppa ormai i sensori per la maggioranza del resto del mercato.


I sensori Sony sono utilizzati da Olympus, Ricoh-Pentax e soprattutto Nikon, oltre che da Sony stessa.

Ultimamente l'offerta Sony sembra più allettante rispetto a quella Canon, dai siti specializzati come dxomark si evince come la prima delle due case sia un passo avanti rispetto alla seconda.

In particolare i sensori Sony sono apprezzati per la maggiore gamma dinamica e le grandi possibilità di recupero nelle ombre, mentre i Canon sono criticati per l'eccessivo rumore anche a bassi ISO e la scarsa gamma dinamica.

Personalmente ho avuto modo di provare bene i sensori di entrambe le parti, a partire dal CCD APS-C montato sulla Sony a350, che aveva una resa a bassi ISO eccellente ma un rumore già dagli 800 ISO a dir poco inguardabile.

Successivamente sono passato ai CMOS APS-C di casa Canon, arrivando sino al 18 MP della EOS 550D, 600D e 7D. Per quanto riguarda i full frame Canon, ho avuto per un anno una EOS 5D col suo 12 MP e da quattro anni uso con soddisfazione l'ottimo 21 MP montato dalla EOS 5D MK II.

Nel frattempo ho avuto modo di provare il buon 14MP APS-C di Sony montato sulla NEX-3 e lo strepitoso 16MP montato sulle NEX 5n e c3.

In realtà pur considerando i sensori Sony obiettivamente migliori, per quanto riguarda l'offerta full frame non mi sento di considerare Canon così indietro, nonostante i test dxomark. Spiego il motivo: la gamma dinamica del 21MP Canon è eccellente, soltanto che è spostata verso destra.

Ovvero, si recupera molto bene dalle alte luci, e male dalle ombre. I sensori Sony sono tarati al contrario, ovvero recuperano molto bene le ombre e tendono a bruciare le alte luci.

Con la 5D II basta sovraesporre leggermente (esporre a destra) e poi recuperare dal RAW le alte luci per avere ombre perfette e ben leggibili. Utilizzando sensori Sony basta badare a non bruciare le alte luci e poi si possono aprire le ombre dal RAW.

I test effettuati da dxomark non tengono in considerazione queste differenze, per questo li considero falsati in linea di principio, anche perché i RAW Sony/Nikon sono più lavorati dal processore d'immagine della fotocamera rispetto ai RAW Canon.

In definitiva la superiorità Sony nello sviluppo dei sensori c'è, ma non la ritengo affatto determinante nella scelta della fotocamera.

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