Recensione Canon EF 85mm f/1.2 L USM

Warmth

Approccio oggi un obiettivo che per me ha segnato una svolta fotografica, che chiamo affettuosamente  mostriciattolo, e che costituisce uno dei quattro motivi per cui non potrei rinunciare ora come ora ad un corredo Canon EOS.

Come sempre, di recensioni tecniche dettagliate è pieno il web, quindi io parlo di impressioni.

Cominciamo con un po'di storia.

Il primo obiettivo Canon serie L che ho posseduto è stato il Canon EF 135mm f/2.0 L USM, che mi ha introdotto al mondo dei superluminosi. L'ottica in questione è superlativa, dotata di una resa fantastica, perfetta e di un AF fulmineo.

La focale a volte mi pareva un po'troppo lunga e, dopo aver provato un Canon EF 85mm  f/1.8 USM, ho deciso che gli 85mm facevano al caso mio. Per farci cosa?

Ritratto ambientato.

Inizialmente ero orientato su un Sigma 85mm f/1.4, poi ho preso il Canon serie L semplicemente per il fatto che avevo un buon usato a pochi chilometri da casa.

Non nascondo che inizialmente il famigerato 85L è stata una delusione. Non ho capito le potenzialità di un obiettivo di difficilissima interpretazione, come d'altronde altri ultraluminosi pittorici. Molto deluso, ho acquistato un Sigma 85 f/1.4 guidato dalle varie recensioni online che per nitidezza e velocità dell'autofocus lo davano superiore,  con l'intenzione di rivendere il Canon.

Ho fatto alcune prove con i due obiettivi affiancati per circa due settimane, ho messo l'annuncio sui mercatini per il Canon.

Lucrezia
Incidentalmente ho avuto modo di fare qualche ritratto ambientato in esterni e per curiosità mi sono potato entrambi gli ottantacinque, tanto per vedere nell'utilizzo sul campo quanto il Canon risultasse più scomodo in termini di autofocus.

Quasi per caso, ho avuto un'illuminazione in quella sede, ed ho compreso il Canon serie L. Ho capito per cosa fosse nato e come andasse usato. La settimana dopo ho venduto il Sigma, e per fortuna!

Ora, dopo un anno esatto, non posso che continuare a tessere le lodi del gioiello della casa nipponica. Con le sue aberrazioni cromatiche, con la sua aberrazione sferica non perfettamente corretta ed i colori particolari è semplicemente magico.

La sua resa è distinguibile tra quella di ogni altro obiettivo, e rende dei dipinti onirici. Laddove il Sigma ha una resa precisa ed asettica, il Canon rappresenta la realtà a modo suo, con poesia.


In definitiva, consideratene l'acquisto solo se avete intenzione di dedicare a quest'ottica tutto il tempo che vi serve per domarla sapientemente. Cosa che, per inciso, non ritengo ancora di saper fare.

Lakeside

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